La Storia di “Castagno”.

di | 30/03/2014

castagno_storicaIn un giorno del 1960, dopo che piogge senza posa avevano provocato danni enormi, anche le frane ci si misero ad insidiare le pur robuste massicciate ferroviarie.

La direttissima Bologna – Firenze non fu risparmiata: qualche treno rimase bloccato fra frana e frana, molti treni furono sospesi, altri dirottati. Fra questi, il settebello; i dirigenti di turno lo inoltrarono via Pistoia, sulla gloriosa e ben costruita « Porrettana », ma ad unico binario, con piazzali corti e modesta alimentazione elettrica.

Avvezzo alle grandi velocità ed ai panorami aperti, il settebello saliva lentamente l’erta pendenza del versante toscano, fra strette gole, infilando l’una dopo l’altra le frequenti gallerie che forano gli innumeri speroni montani. Alla progressiva km 53,440, i viaggiatori crucciati, scoprirono la più piccola ed insieme la più giovane fermata: Castagno.

In uno spiazzo quasi inspiegabile fra quei dirupi, una casetta linda ed una corona di secolari castagni, il ghiaietto fino del marciapiede, niente altro.

Più sotto, non visibile, si annida un gruppo di case; a mezza via – a mezza mulattiera per dir meglio – la chiesetta. Il valloncello non conosce l’automobile; rimbomba a volte di motocicli dalle gomme tipo moto-cross. Ma il veicolo più proprio, da sempre, resta il mulo, zoccolante sulle erte sassose.

 

LR-0522

Nel primo anniversario della « fermata », la « Pro-loco » di Castagno invitò ferrovieri e funzionari del Compartimento di Bologna, per esprimere loro, con una festosa manifestazione, la più viva riconoscenza dell’intera popolazione per la simbolica unione del paese con la ferrovia. Il treno è ora un efficace e sicuro collegamento coi centri vicini ed i 160 abitanti gli sono grati per questo e per lo sviluppo turistico che la zona pittoresca e sconosciuta offre.

Sensi (Itinerari, guida del compartimento di Bologna)

 

 

 

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