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Jean Louis Protche.

Jean Louis Protche , Costruttore della Porrettana. Se molto si conosce della Porrettana, poco ancora si sa del suo leggendario Costruttore, l'Ingegner Protche: è per colmare almeno in parte questa lacuna che riportiamo brevemente la sua vita e gli eventi che la costellarono.......

Jean Louis Protche, Ingegnere della Porrettana.

Se molto si conosce della Porrettana, poco ancora si sa del suo leggendario Costruttore, l'Ingegner Protche: è per colmare almeno in parte questa lacuna che riportiamo brevemente la sua vita e gli eventi che la costellarono.

ingegneriNato a Metz nel 1818, perse fin da fanciullo entrambi i genitori: la madre, a 7 anni, ed il padre, colonnello dell'esercito, a 13, assassinato da un soldato: per questo, insieme al fratello, trascorse un'infanzia difficile, colma di privazioni dovute alle ristrettezze economiche della famiglia del nonno che l'ospitava.

Per questo fu costretto a trovarsi presto un lavoro per sostentare la propria famiglia e quella del nonno, privato nel frattempo della pensione da un decreto governativo.

In seguito si iscrisse, insieme al fratello, alla prestigiosa Ecole Polytecnique di Parigi dove si laureò ingegnere di II classe nel 1843 e di I classe nel 1851, giungendo secondo nel proprio corso .

Venne subito assunto da una struttura governativa e lavorò alla costruzione di strade, canali e ferrovie: la sua rapida specializzazione ed esperienza, lo fecero preferire ad altri quando la Società per le Strade Ferrate della Lombardia e dell'Italia Centrale cercò un tecnico di fama per dirigere i lavori della costruenda Strada Ferrata Centrale Italiana.

Nell'ottobre del 1856 quindi, J.L.Protche giunse a Bologna, dove era ubicata una delle due direzioni dei lavori ( l'altra era a Verona per le ferrovie del Lombardo-Veneto) relativa alla linee tosco-emiliane.

Aperta il 21 luglio 1859 la linea Piacenza - Bologna della quale egli aveva contribuito anche a progettare la nuova Stazione di Bologna, il Protche si dedicò da allora a tempo pieno alla Ferrovia dell'Appennino. Ma non solo della Porrettana egli si occupò: in seguito infatti divenne prima direttore (1866) e poi presidente  (1872) dell 'Accademia di Belle Arti di Bologna, costruì una stabilimento per la lavorazione della canapa a Jesi, nelle Marche, uno a Corticella (Bologna) ed un terzo a Vergato; progettò pure il nuovo Mercato coperto di Bologna. Lavorò anche in quel periodo al progetto della nuova linea per Verona e studiò il tracciato attraverso il Brennero; venne anche consultato dall'ing. Lanino per i problemi che, nel corso del 1866, gli derivavano dallo scavo delle gallerie di Ariano e di Starza ed ai quali Egli seppe dare una brillante soluzione. Effettuò studi anche sulla Lucca-Aulla e, fondamentale ancora oggi, rimane quello sulla futura Direttissima Bologna - Firenze per la quale effettuò lunghe e faticose ricognizioni sui crinali appenninici, sebbene ormai le forze avessero già iniziato ad abbandonarlo a seguito dei primi sintomi, apparsi fin dal 1879, della malattia che lo avrebbe portato poi alla morte.

Spegnendosi a Bologna il 31 marzo 1886, le sue ultime parole furono ancora rivolte alle tanto amate ferrovie, ed in particolare a quella sua ultima creatura di cui non fece in tempo a vedere la nascita: la Direttissima.

Ancora oggi, il suo ricordo di grande uomo e tecnico desta ammirazione: osservando i suggestivi pozzi di ventilazione di molte delle gallerie della Porrettana, ancora in piedi a circa 150 anni dalla loro costruzione, viene da ritornare col pensiero alla miriade di problemi grandi e piccoli che seppe risolvere durante gli anni epici della sua costruzione, la grande maestria tecnica e l'ancora, a volte, incredibile "professionalità" nel risolvere  le difficoltà che gli si presentarono. Tutto questo ci suggerisce - ammirati da quel grande Capolavoro che ancora si staglia all'orizzonte con il suo tracciato sui crinali del nostro Appennino e che ne rappresenta il più bell'epitaffio della sua instancabile attività - una profonda ammirazione e rispetto nel ricordo di un Uomo che, sicuramente, ancora oggi avrebbe molto da insegnare a molti dei nostri tanto decantati tecnici: Lui, anziano e stanco, a piedi lungo i ventosi crinali appenninici per sincerarsi della validità di una scelta mentre essi ... nei comodi sopralluoghi in elicottero accompagnati da stuoli di assistenti!

Ma, sicuramente, il loro nome non verrà mai scritto sulle pietre di una ferrovia ormai divenuta leggenda.....come quello di Jean Louis Protche!

 Testo di: Maurizio Panconesi

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