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Si è svolto l'8 Dicembre il recupero di un complesso di ALE della divisione regionale Toscana ferme a Porretta Terme.

Grazie all'E655.409 della divisione Cargo di Trenitalia, sono state trasferite da Porretta T. a Pisa C.le per la riparazione.

ecco la foto:


Il convoglio in transito nella stazione di Molino del Pallone.

 

 

Bellissima foto (ma recente rispetto ai fatti narrati) tratta da un articolo del 27 Gennaio 2000 con titolo "Dal diario di Mary Lawrence: 1887, in ferrovia da Pistoia a Bologna" dove si racconta l'avventuroso viaggio di questa Signora sulla linea Porrettana: ecco alcuni passi.....

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[...] Miss Mary Lawrence di New York City affrontava con l'entusiasmo dei suoi diciott'anni l'esperienza del Grand Tour europeo.

Nell'aprile del 1887 era in Toscana e verso la fine del mese partiva da Firenze per Bologna. Sono passati tantissimi anni da quel giorno; svaniti pizzi e crinoline, voci ridenti e sguardi curiosi, di Mary Lawrence - che studiò a Parigi e divenne un'apprezzata scultrice - è rimasto un dolce ricordo, con qualche foto, e, prezioso e unico, il taccuino dalla copertina nera orlata d'oro e le pagine ingiallite percorse da un fitta scrittura e arricchite da abili schizzi e disegni. Nel taccuino si legge che quella mattinata di fine aprile, un lunedì, era particolarmente fresca e soleggiata: il treno lasciava la stazione di S. M. Novella alle 10:40, per giungere a destinazione alle 16:25, ossia cinque ore e 45 minuti più tardi.

Ma l'esperienza più forte - ha detto ancora - l'ho provata poco dopo aver iniziato il viaggio, nei pressi di Valdibrana, quando voltandomi indietro, come nonna Granny ho visto dal finestrino, lontano ma ben nitido, " il campanile" di Pistoia, che aveva tutto intorno file di colonnine e tutta la parte superiore era sostenuta da mensole a sporto...» proprio com'è descritto e riprodotto nel disegno a penna del taccuino.

Corbezzi, Castagno, S.Mommè, Pracchia, Porretta, su, su, fra gole e strapiombi, godendosi il panorama, tranquillamente affacciata al finestrino - la viaggiatrice d'oggi - con qualche problema, la giovane di ieri e i suoi compagni, visto che il fumo della locomotiva era così denso, da oscurare completamente le gallerie in curva, tanto che, almeno i primi tempi, alla stazione di Pracchia c'era un servizio di assistenza col compito di rinfrescare e "snebbiare" i macchinisti con secchi d'acqua, e un macchinista d'emergenza pronto a sostituire il titolare in arrivo, nel caso fosse svenuto per il fumo.

Le carrozze erano tinte di verde, con i sedili in pelle, e si saliva direttamente negli scompartimenti, che non erano collegati fra di loro; nei primi anni non esistevano sistemi di illuminazione; poi le carrozze furono dotate di lumi a gas, e comparve la figura dell'accenditore di lumi, che compiva il suo lavoro camminando sul tetto. «Il biglietto - scrive ancora nonna Granny - costava 16 franchi e 55 centesimi».[...]

 

 

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